Ma quanti tipi di Meditazione ci sono? Parte 2

Riprendo per completarlo un articolo di qualche tempo fa.

Se te lo sei perso, oppure vuoi rinfrescarti la memoria, eccolo qui.

Si usa moltissimo la parola Meditazione ma con lo stesso termine spesso non diciamo tutti la stessa cosa.

Riprendiamo l’elenco per terminare le definizioni (magari qualcuna l’ho pure dimenticata.. mi perdonerai)!

Trascendentale: è stata introdotta in Occidente da Maharishi Mahesh Yohi nel 1958. E’ davvero molto diffusa ed ha preso piede anche tra divi di Hollywood ed imprenditori. Può essere fatta anche solo per 10 minuti 2 volte al giorno, ci si rilassa e ci si ripete un Mantra più e più volte per poi lasciarlo andare e tornare al respiro.

Dinamica: qui scomodiamo Osho. Secondo lui la meditazione doveva avere una dimensione fisica-somatica. Si inizia con una respirazione caotica che porta ad un caos del corpo diretto alla perdita di controllo per poi passare al Mantra “hu!” e allo Stop dato dal Maestro per sperimentare la condizione di passività dopo l’attività.

Meditazione Camminata: spesso camminiamo, passeggiamo ma la nostra mente vaga in mille pensieri. Questa meditazione, che preferirei chiamare “camminata meditativa” porta invece la nostra attenzione ai gesti fisici del camminare. E’ un buon esercizio per dirigere la nostra mente, per centrarsi nel qui e ora ma non soltanto camminando: quando mangiamo, quando parliamo, quando laviamo i piatti.. dovremmo esercitarci ad essere, non solo con il corpo, ma con la presenza di tutto noi stessi.

Standing Meditation: è una meditazione che, come dice il nome, si svolge in piedi. Il primo obiettivo della Meditazione così come il primo consiglio che chiunque da a chi cerca equilibrio è “fermati!”. La posizione in piedi, come un albero, è scelta proprio per questo. Fermando il nostro corpo, e portando la nostra attenzione all’energia che si muove al suo interno, possiamo ritrovare allineamento, equilibrio e nuova forza interiore.

Vipassana: è un termine Sanscrito che possiamo tradurre con “vedere chiaramente” o “guardare dentro”; è volta a sviluppare intuizioni e consapevolezza. Ci si concentra su un “oggetto primario” – ad esempio la respirazione addominale – mentre l'”oggetto secondario” è formato da tutto il resto (le emozioni, i ricordi, i pensieri etc.). L’esercizio aiuta a mantenere la direzione sul primario senza farsi portar via dal secondario che, anche se emerge, col tempo può dissolversi da solo.

Kundalini: è una Meditazione che come scopo ha il risveglio, appunto, della Kundalini che è un’energia proveniente dalla creazione che, latente o dormiente, giace come un serpente arrotolato nella zona dell’osso sacro. Il risveglio porta questo serpente a risalire lungo la colonna vertebrale sublimando l’energia del 6° e 7° Chakra. La Meditazione si pratica con modalità Yogiche.

Sicuramente i massimi esperti di ognuna di queste Meditazioni avrebbero molto da aggiungere, io mi sono umilmente limitata ad un elenco sintetico per spolverare la confusione che spesso regna in questo mondo e per dare maggiori consapevolezze a chi crede che la parola “Meditare” sia una cosa generica e che tutti praticano alla stessa maniera.

Non esiste una pratica migliore di un’altra, ognuno di noi può sentirsi maggiormente portato o in sintonia con una o più di queste.

Io ho preso spunti e insegnamenti un po’ da tutte ed ho messo a punto un Metodo, chiamato Medita-Tu, per una meditazione di profondo contatto con il corpo dove poter far affiorare memorie e imparare ad ascoltarsi ricevendo e non cercando qualcosa.

Compila i dati qui sotto e riceverai un Audio per provare questo tipo di ascolto.

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